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Pronto Soccorso Pediatrico – Saper cosa fare nell’ annegamento

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Buongiorno a tutti, sono Francesco Luzzana, sono un medico chirurgo e lavoro presso il Pronto Soccorso Multimedica di Sesto San Giovanni a Milano. Sono anche responsabile dei Corsi di Pronto Soccorso Pediatrico che Mamma & Lavoro organizza. Questi corsi sono rivolti alle mamme, ai papà, ai nonni e a tutte quelle persone che hanno a che fare con i bambini, in modo da conoscere le manovre di primo soccorso e rianimazione in caso di emergenza.

Manovre di pronto soccorso pediatrico nell'annegamento

Oggi parliamo dell’ annegamento, una situazione purtroppo molto frequente. Cosa fare quando abbiamo un bambino che ha avuto un principio di annegamento oppure che è finito accidentalmente nell’acqua non sapendo nuotare? Per capire bene come comportarci facciamo proprio una simulazione.

Immaginiamo di trovarci d fronte ad una situazione di annegamento. Dobbiamo porci tre domande molto semplici: prima domanda, il bambino è cosciente? Per capire se il bambino è cosciente lo chiamiamo, lo stimoliamo, per vedere se c’è una qualche risposta. Se il bambino è cosciente e respira, la cosa migliore che possiamo fare e metterlo sul fianco e chiamare subito i soccorsi. Potremmo trovarci invece nella situazione in cui il bambino non rispondere ai nostri stimoli. La prima cosa da fare in questo caso è sollevare il mento, iperestendendo il capo, in mondo di evitare la caduta della lingua e l’ulteriore soffocamento. La seconda domanda che ci dobbiamo porre è: il bambino respira? Come facciamo a capire se il bambino respira? Per capire se il bambino respira dobbiamo fare questa manovra: la manovra GAS, dove noi percepiamo i vari movimenti e quindi mettendoci in questa posizione vediamo se il torace si espande, sentiamo se c’è qualche rumore e sentiamo sulla guancia il fiato del bambino. Ora se il nostro bambino respira possiamo metterlo sul fianco e aspettare primini soccorsi se, viceversa, il bambino ci sembra che non respiri a questo punto dobbiamo partire con la manovre di rianimazione che consistono nel fare cinque ventilazione in questo modo, si tappa il naso e si fa la respirazione bocca bocca cinque volte in questo modo. Di solito nell’annegamento si ha una risposta, il bambino inizia a tossire, inizia respirare e quindi ancora una volta, lo mettiamo sul fianco e aspettiamo i soccorsi, controllando però che sta continuando a respirare. Nella sfortunata ipotesi che non si abbia alcuna risposta allora dobbiamo partire con il massaggio cardiaco, quindi facciamo le cinque ventilazioni e se non abbiamo nessuna risposta, scopriamo il torace, individuiamo dove fare il massaggio cardiaco ed esercitiamo 30 compressioni veloci. Dopodiché due ventilazioni e ancora 30 compressioni. E andiamo avanti così fino a quando non arrivano i soccorsi. Mi raccomando chiamate sempre il 118 e non recatevi mai presso il pronto soccorso più vicino (potrebbe non essere in grado di gestire al meglio quel tipo di urgenza pediatrica) Concludo dicendo questo: l’annegamento è una situazione molto frequente, tenete presente che rappresenta il 15% della mortalità traumatica sotto i quattro anni. Quindi il mio consiglio pensate alla possibilità dell’ annegamento tutte le volte che un bambino è in prossimità dell’acqua e non è un provetto nuotatore, bisogna essere molto attenti. Molto si può fare sulla prevenzione: state attenti alle piscine, ai gonfiabili e ai laghetti, a tutte quelle situazioni dove tutti bambini devono essere sempre sorvegliati.

Da oggi il corso è anche on line!

Da oggi per chi abita lontano da Milano, è possibile partecipare al Corso di Primo Soccorso Pediatrico anche on-line utilizzando la nuova piattaforma di Mamma&Lavoro, Il Club della Formazione

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