La rete degli adolescenti

La rete degli adolescenti

abuso-rete-adolescentidi Carla Panetta

Sono consapevole che è passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho pubblicato un articolo sul sito (ho avuto qualche problemino in famiglia, anche la psicoterapeuta counselor li ha! ) e che vi avevo promesso che avremmo continuato a parlare di adolescenti e depressione, ma sono costretta a chiedervi di aspettare il prossimo mese perché in questo articolo vorrei affrontare un tema che ultimamente torna spesso nella mia vita personale e professionale di psicoterapeuta : il rapporto tra gli adolescenti e i social network e la relazione a tre con i genitori.
Qualche giorno fa ho sentito il mio compagno che inveiva contro Facebook: la figlia gli aveva levato l’amicizia! Qualche giorno dopo a studio mi trovo di fronte un ragazzo di 17 anni molto preoccupato e triste perché non riesce a dire alla ragazza che ha conosciuto in settimana bianca che gli piace e così le chiede l’amicizia su Facebook e inizia a scrivere tutto quello che avrebbe voluto dirle di persona. Mi racconta di essere “bloccato” e che solo mediante la chat è in grado di parlarle e comunicare con lei. Per ultimo, ma non in ordine di importanza, mi è capitato di chiacchierare ultimamente con un collega psicoterapeuta del policlinico di Roma che si occupa di dipendenze: arrivano in ospedale sempre più ragazzi adolescenti , nell’ultimo periodo anche molte femmine, accompagnati dai genitori sempre più preoccupati del loro tangibile stato di dissociazione dalla realtà.

Che uso fanno gli adolescenti di Facebook e simili? Come vengono utilizzati dagli adulti? Quali notizie possiamo ottenere e quali possiamo usare? E’ corretto usare i social network per ottenere informazioni dai nostri figli adolescenti ? È giusto utilizzare i social network come strumento di controllo? Cosa vuol dire essere dipendenti dalla rete ?
Tornano da scuola e accendono il pc, aprono il profilo su Facebook o Twitter e chattano con gli amici fino a tardi, senza smettere nemmeno per fare i compiti. La web-mania dilaga, la prima cosa che fanno i ragazzi, prima del numero di telefono, si scambiano il profilo di Facebook ; gli adolescenti sono ‘stregati’ da giochi di ruolo e social network, in molti casi tanto da manifestare una vera e propria dipendenza . A volte, per una madre e un padre nati prima dell’era di Internet, diventa difficile capire quando la rete diventa una passione, un modo per manifestare quella forma di ‘ribellione’ tipica e quasi fisiologica di quell’età.

Oltre tutto, come mostrano recenti studi e ricerche di counselor , allontanare un ragazzo dal pc per una giornata a volte può aiutarlo a ritrovare il senso del tempo: questo, infatti, on line diventa circolare, è come vivere un sogno a occhi aperti. Insomma, i ragazzi adolescenti spesso non si accorgono delle ore che passano. Il problema è che, se all’improvviso alcuni genitori togliessero di colpo ai figli l’accesso ai social network, si troverebbero a fronteggiare i sintomi della dipendenza . Comportamenti aggressivi e violenti si accompagnano a stati depressivi, ma l’aspetto più importante e grave dell’intossicazione dalla rete è lo stato di “dissociazione”: gli adolescenti rischiano di avere problemi nel ricollegarsi alla realtà. Ragazzi apparentemente dal carattere sicuro e forte con tanti amici virtuali che hanno la funzione di “coltivare” il loro narcisismo, ma che poi non sono sufficienti a scongiurare una crisi quando l’amico del cuore, questa volta reale, si allontana da loro. Parallelamente, i ragazzi che per natura sono più timidi e introversi rischiano di sentirsi “fuori dal gruppo” e assecondano la loro indole riservata trovando in Rete quella competenza sociale e quella possibilità di scambio che non riescono ad ottenere nella vita reale e quotidiana, con la conseguenza che trascorrere il tempo on-line diventa più gratificante e più allettante che frequentare persone reali.
Da psicoterapeuta ritengo che molti adolescenti quindi non costituisce solo un modo per intraprendere nuove conoscenze e coltivare on-line quelle già presenti, ma diventa anche un argomento di conversazione che ha il potere di accrescere il prestigio sociale all’interno del gruppo. Coloro che non si uniformano alla tendenza della maggioranza, potrebbero sentirsi dei disadattati e potrebbero rischiare di venire emarginati. Non c’è dubbio che l’utilizzo costante del computer a scopo di intrattenimento rientra in un fenomeno culturale adolescenziale, ma è pur vero che molti giovani incorrono nel rischio di abusarne e allora l’ACCESSO ALLA RETE diventa un ECCESSO DI RETE!

La generazione digitale spiazza i genitori: loro sono nati prima dell’era di Internet e oggi non sanno come comportarsi, così tendono ad affrontare la situazione in due modi diversi: dalla proibizione, con il sequestro della chiavetta per connettersi a Internet, fino allo spionaggio. I genitori angosciati creano falsi profili su Facebook per chiedere l’amicizia ai figli adolescenti e ‘spiarli’ nella loro vita online. Questo comportamento è un’arma a doppio taglio, perché se da un lato possono “ascoltare” le conversazioni dei figli con amici e fidanzati, dall’altra le interpretano secondo i propri vissuti, spesso in modo errato e aumentando la loro preoccupazione ancora di più. Il controllo non aiuta nessuno, tanto meno i genitori.
Senza arrivare a comprare manuali di auto aiuto, da psicoterapeuta solo qualche consiglio: intanto iniziate a conoscere meglio la rete e i suoi settori, giochi di ruolo, d’azzardo, porno e social network, cominciate a “digitalizzarvi”, questo vi aiuta a capire il fenomeno di cui stiamo parlando. Valutate il tempo che i vostri figli adolescenti trascorrono davanti al pc e scegliete insieme a loro quali attività on line fare e quali no; cercate di gestire efficacemente il tempo che i ragazzi trascorrono in rete, magari trovando insieme a loro attività alternative a quelle virtuali.
Internet può essere uno strumento formidabile come fonte di informazioni e notizie, un mezzo di aggregazione, di scambio e di comunicazione, capace di ampliare il nostro orizzonte, nelle dimensioni del tempo e dello spazio, ma se utilizzato nel modo sbagliato può rappresentare un ostacolo a stabilire e costruire relazioni interpersonali positive.
Come al solito lascio a voi riflessioni, considerazioni e pensieri che potremmo condividere insieme per cercare di migliorare la nostra vita e quella dei nostri ragazzi.

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