Shopping estremo

Shopping estremo

Peripezie di una mamma
di Daniela Fujani

stacks_image_8670Cambio di stagione e shopping estremo

Generalmente la mamma millepiedimillebraccia non ama il cambiar delle stagioni, anzi, più precisamente non ama il passaggio da freddo-freddo a caldo-caldo; eh sì, l’approssimarsi della bella stagione suscita sempre in lei un’apprensione e una insoddisfazione che non compensa la felicità per l’arrivo delle belle giornate. La mamma millepiedimillebraccia comincia ad avvertire le prime avvisaglie quando sente in metrò che la sciarpa di lana grossa e un po’ pungente, lo stivale col pelo, la calza super coprente e il cappotto imbottito mal si addicono alla temperatura mite di aprile, al sole che splende nel cielo e allo stormo di rondini che felici volteggiano nell’aere.
Tutto sommato la mamma in questione dovrebbe solo gioire di tale risveglio della natura: in realtà le si abbatte sul viso una trave, le compare un’espressione funerea e preoccupata. E ORA COSA MI METTO? Eh sì, perché la mamma millepiedimillebraccia rimane sempre un po’ impreparata davanti al cambio di stagione, non ha più rimodernato il guardaroba, le mancano gli abbinamenti e così si trova a sperare in una nube improvvisa, in una tempesta gelata, in una bella nevicata primaverile…E proprio quando è immersa in tali pensieri suona il cellulare e le viene comunicato che il giorno dopo è attesa ad una importante riunione con il board di una rinomata azienda. Ahhhhh…. E ADESSO COSA MI METTO? COSA MI METTO? COSA MI METTO? Nel tailleur di due anni fa non ci sto più dentro, il soprabito è macchiato e non l’ho mai portato in tintoria, lo stivale è fuori luogo con questo caldo, … URGE LO SHOPPING ESTREMO!

stacks_image_8671La mamma millepiedimillebraccia entra nel primo negozio che le capita a tiro, evita lo sguardo indagatore e critico della commessa secca-secca di turno la quale subito pensa : “eccone un’altra: più che una donna è solo una mamma, guarda come si trascura, senza trucco, senza tacco, insomma, un po’ sciatta in fondo, questa me la lavoro io, batto il tasto dell’autostima, le dico che deve darsi una rassettata, che si deve volere più bene, che deve darsi da fare per tenersi il marito e in quattro e quattro otto questa mi compera mezzo negozio…”; la mamma millepiedimillebraccia sguscia da dietro prende una maglia nera (il nero veste sempre bene) si dirige verso la cassa quando la furtiva commessa secca-secca si avvicina come un falchetto davanti alla sua preda; la mamma millepiedimillebraccia allora dice “guardi non mi serve nulla, la maglia nera va benissimo, la abbino sopra una gonna nera che ho che va ancora bene, poi ho tutto, la giacca ce l’ho dall’anno scorso, le scarpe anche, tutto bene, la ringrazio..quanto le devo…?”; la commessa secca-secca non demorde e non vuole farsi scappare la sua preda appetitosa e come un serpente tira fuori la sua linguetta bifida e appuntita e comincia: “sì cara, bella la maglia nera, ma credo che non può continuare a vestirsi di nero proprio ora che è scoppiata la primavera…e poi il suo incarnato è già così pallido, senza parlare delle sue occhiaie…insomma, avrebbe bisogno di tonalità chiare, le mostro la nuova collezione tutta giocata sui toni del beige e del ros…”; non fa in tempo a finire la frase che la mamma millepiedimillebraccia è ormai caduta nella sua rete : “Sì va bene, mi trascuro, sì va bene, il nero dimagrisce ma avvilisce, sì va bene, mi arrendo ha vinto perfida commessa anoressica secca-secca questa è la mia carta di credito faccia di me quello che vuole…” E così la mamma millepiedimillebraccia esce dopo 20 minuti esatti dal negozio con un nuovo guardaroba tutto sui toni del beige, gli accessori coordinati e una carta di credito molto appesantita dall’importo. Sta per uscire dal negozio carica di sacchetti quando la commessa secca-secca la blocca: “cara, mi darebbe il suo indirizzo di posta elettronica che le mandiamo a casa degli inviti , diciamo dei SOLLECITI che le ricorderanno quando è arrivato il momento di pensare ancora un po’ anche a lei’”; “E NO, adesso BASTA commessa anoressica secca-secca, adesso BASTA: mi hai spremuto come un limone, mi hai fatto comprare tubini immettibili, scarpe con tacco 30, golfini strizzatette e vuoi anche seccarmi con i tuoi SOLLECITI?? Sai cosa ti dico eh??….” ; ma poi la mamma millepiedimillebraccia si illumina ed esce lasciando di sasso la commessa secca-secca sull’uscio con la sua espressione arcigna… Esce dal negozio, attraversa la strada e dice : “un cono da 5 euro per favore, con panna” e tendendo vittoriosa il suo gelato in mano, esce trionfante dal negozio, guarda sprezzante la commessa secca-secca e dondolando il suo importante lato B le passa davanti e se ne va…Evviva la primavera!

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