Piscina? No grazie!

Piscina? No grazie!

Peripezie di una mamma
di Daniela Fujani

stacks_image_8753PISCINA? NO GRAZIE

La mamma millepiedimillebraccia provvede a tutto, sì sa, anche alle attività sportivo-ricreative dei propri pargoli; ovviamente c’è sempre da lottare con la non voglia della figliolanza, ma soprattutto con l’eccessiva severità della struttura con quella fastidiosa smania di “esaminare”, “valutare”, “misurare”, “stimare”, “quotare” le performances di tutti, bambini, genitori, nonni compresi.
E così arriva il giorno tanto temuto: esame di livello; la mamma millepiedimillebraccia lo scopre solo una volta seduta in tribuna e quindi non può precipitarsi dai figli e dire “state attenti, eseguite tutto quello che vi viene chiesto, mi raccomando, impegnatevi, che qui sono più severi che alle olimpiadi”; può solo limitarsi a guardare la scena dall’alto, visibilmente preoccupata.
Inizia il figlio minore: alla richiesta di nuotare a dorso comincia a nuotare in stile forse un po’ troppo “libero”, alla richiesta di fare bracciate lunghe e distese comincia ad andare sott’acqua, alla richiesta di tuffarsi di testa risponde con un bel tuffo a bomba “perché è più divertente”…
La mamma millepiedimillebraccia teme, ha già capito.
Passiamo alla figlia che esegue le richieste in maniera “sufficientemente” in linea con le aspettative, certo non è la Pellegrini, ma chi se ne importa?

stacks_image_8754Giudizio finale: nessuno dei due passa di livello.
La mamma millepiedimillebraccia rimane per un po’senza sapere cosa fare: la sua primaria preoccupazione è che i figli non accusino il colpo e, pur avendo i già descritti strumenti per affrontare con professionalità e giudizio la situazione, si ritrova a prender tempo alla ricerca di un atteggiamento da adottare. E così comincia dal piccolo e mentre lo aiuta a vestirsi lo rincuora dicendo che non importa PERÒ non si è impegnato abbastanza (accidenti al doppio messaggio…); ma lui sembra non preoccuparsene eccessivamente, anzi aggiunge: “a me questa piscina non piace per niente, non ci vengo più”; poi mentre il pargolo è immerso nella sua merenda la mamma millepiedimillebraccia decide di affrontare il perfido esaminatore: “Scusi vorrei un chiarimento…” – il perfido esaminatore si approssima alla mamma con piglio 50% preoccupato 50% infastidito (ecco ci risiamo una mamma rompiballe che non vuole accettare i giudizi sui figli, ora gliene dico quattro..) “vorrei capire come mai mia figlia non ha passato l’esame, mi sembrava che avesse fatto tutto bene” – “sì non l’ha passato, ma le abbiamo dato due stelline, quindi vuol dire che è a cavallo con il secondo corso anche se rimane ancora nel primo”; “ma che discorsi sono questi? cosa me ne faccio ora delle sue stelline? e la ferita narcisistica? e il senso di autostima? e la capacità di credere in un ideale ? nella giustizia? tutti così voi maestri “di destra” (ma perché poi?!) lavorate con i ragazzi senza averne la capacità, mi ricordate tanto i ginnasti dell’epoca fascista..” e così la mamma millepiedimillebraccia gira i tacchi e se ne va; ma il secondogenito le si rivolge con aria delusa “e di me non gli hai detto niente?” e ora? come fare ? La mamma millepiedimillebraccia si avvicina di nuovo timidamente al perfido esaminatore (oh ancora la rompi ..) “e anche mio figlio non ha passat…” subito il perfido esaminatore la interrompe …” ah no signora, lui proprio non si impegna, non si impegna .. “; la mamma millepiedimillebraccia in questo caso si trova perfettamente d’accordo con il suo giudizio, ma non sa proprio che pesci pigliare; sente che per “GIUSTIZIA” (il suo piccolino la sta guardando, si aspetta che lei intervenga pure in sua difesa..) deve perorare anche la causa dell’indifendibile e quindi rivolta al perfido esaminatore dice: “MA MI FACCIA IL PIACERE, meglio che io stia ZITTA …” e in effetti a questo punto la mamma millepiedimillebraccia non saprebbe proprio cos’altro aggiungere…
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Esce la primogenita con gli occhi rossi (oddio, ha pianto oppure è il cloro?) e dice che nessuna del suo corso è passata, che è dispiaciuta, ma poi tanto si troveranno ancora con lo stesso gruppo quindi non importa e poi dice che ha sentito che UNA MAMMA è andata ADDIRITTURA a litigare con l’esaminatore “ma ti rendi conto mamma? una che va a protestare dall’esaminatore! che figuraccia! sicuro era quella zabetta della mamma della Letizia! Ma tu l’hai vista?”

Io? … noooooooo, non l’ho vista … ero uscita …a telefonare …OPS!

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