Bambini speciali

Bambini speciali

Peripezie di una mamma
di Daniela Fujani

difficolta-apprendimentoCÀPITA (RACCONTO BREVE)

Capita che, come dicono qualche volta insegnanti molto poco sensibili, “le ciambelle non escano tutte con il buco” …
Capita che dopo una primogenita campionessa di congiuntivi a 18 mesi, arrivi un secondogenito con qualche piccola difficoltà di linguaggio e di apprendimento.
Capita che poi questi frugoletti mostrino alle loro mamme dai mille piedi e dalle mille braccia quanto siano davvero “speciali”.
Capita poi che i bambini “speciali” debbano iniziare il loro percorso scolastico…e lì… SI SALVI CHI PUO’!!!!!
Eh sì perché oltre alle difficoltà scolastiche accertate dei bambini “speciali” si deve andare anche incontro alle difficoltà di comunicazione con alcuni insegnanti non proprio del tutto brillanti; e così i colloqui si trasformano spesso in disarmanti scaricabarili: la colpa è della dirigente, la colpa è del circolo scolastico, la colpa è del Ministero, la colpa è tutta della Gelmini, la colpa è dello Stato….e via discorrrendo.

bambini-specialiCapita allora che gli insegnanti siano lasciati alla totale improvvisazione, senza una formazione specifica e allora capita che si chieda nella verifica di geometria a bambini con difficoltà nella esecuzione grafica di disegnare vari tipi di angoli (…?!) con risultati decisamente insufficienti , oppure capita che agli stessi bambini venga dato un bello 0 spaccato in un disegno… beh… oggettivamente non riuscitissimo, ma pur sempre espressione artistica più che lodevole per l’impegno, al di là della sua effettiva esecuzione.E così questi bambini “speciali” collezionano nel tempo una serie infinita di insuccessi.
Morale: arriva il week-end e le mamme “speciali” (ovviamente categoria millepiedimillebraccia ) di questi bambini “speciali” devono rimboccarsi le maniche e colmare di gran lena gli innumerevoli vuoti scolastici, governativi, ministeriali, ecc. ecc. …
Alla fine: stanchezza delle mamme e autostima rasoterra dei piccoli cucciolotti.

credere-in-se-stessiCapita che allora le mamme millepiedimillebraccia si preoccupino (…forse anche più del dovuto…), e che consultino tutti i possibili specialisti, che temano, insomma, ripercussioni sul morale del loro pargoletto.
Capita però che un giorno andando a scuola il pargoletto ottenne dica alla sua preoccupata mamma dai mille piedi e dalle mille braccia: “Mamma ho sentito a scuola una storia che diceva – Beati gli ultimi perché saranno i primi – e sai cosa ho pensato? Che è figo perché io ora sono l’ultimo della classe MA un giorno sarò il PRIMO della classe! Ci pensi mamma? E VAI!!”
Sospirone di soddisfazione della mamma millepiedimillebraccia: autostima salva, proiezioni ottimistiche sul futuro..tutto sommato BENE, andiamo avanti!

Thank God ☺

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