Il progetto educativo del nido di infanzia per bambini

Il progetto educativo del nido di infanzia per bambini

di Cinzia D’Alessandro

Il progetto educativo è l’anima del nido, il suo “credo” rispetto ai bambini ed alle bambine, alla loro crescita. Il progetto educativo delinea ogni aspetto della vita dei bambini al nido e dei comportamenti delle educatrici. Il progetto educativo traduce in linee operative idee pedagogiche, ispirate a teorie sullo sviluppo e la crescita.
Il progetto educativo è anche il Patto con le famiglie, cioè il terreno culturale che determina l’incontro tra i genitori e il nido in cui si decide di iscrivere il proprio bambino/a. I genitori devono poter conoscere e condividere il progetto educativo, nell’ottica di una responsabilità condivisa tra genitori ed educatori.
Il progetto educativo spiega le scelte sulla formazione delle educatrici e sulla stabilità o meno del team; dà forma alla giornata del nido che dovrebbe comunque avere una scansione prevedibile dai bambini; disegna lo spazio e le sue funzioni; determina la formazione dei gruppi e il rapporto numerico tra adulti e bambini; pensa le modalità di ambientamento dei bambini e come condividerle con i genitori; stabilisce l’alternarsi di attività di gioco libero e di gioco strutturato o creativo nell’arco della giornata; prevede i modi ed i tempi per la condivisione o solo comunicazione delle esperienze dei bambini ai genitori. Esplicita gli obiettivi sulla crescita dei bambini e le modalità per raggiungerli.

inserimento-nido-infanziaCosa può chiedere un genitore in visita al nido per capire se sarà in sintonia con il progetto educativo?
• Quali modelli teorici ispirano il progetto educativo? Se si sceglie una scuola di metodo i riferimenti sono chiari, altrimenti è bene capire da chi il nido trae il fondamento delle proprie scelte.
• Quali obiettivi sulla crescita dei bambini si pone il nido e attraverso quali azioni diventano evidenti e documentabili ai genitori? Per esempio favorire la maturazione di competenze relazionali nei piccoli, oppure la conquista di abilità ed autonomia, il pensiero creativo, l’autostima sono obiettivi importanti e lo è soprattutto capire come vengono raggiunti.
Diverso è se il nido dichiara di avere obiettivi di acquisizione del concetto di stagioni, riconoscere i colori primari, saper dire un certo numero di parole, togliere il pannolino : gli obiettivi sono completamente diversi dai precedenti ed anche qui è bene capire perché sono stati scelti e come si pensa di raggiungerli e che succede se il bambino non li raggiunge.
• Qual è il ruolo delle educatrici nella crescita dei bambini? Si crede che sia importante cambiare l’educatrice ogni anno o creare una continuità di legami affettivi ed educativi? A risposte diverse corrispondono scelte diverse che vanno condivise.

In alcune teorie sull’apprendimento l’adulto ha un ruolo attivo e attraverso l’utilizzo di strumenti didattici aiuta i bambini ad apprendere; altre teorie invece sottolineano l’importanza delle competenze dei bambini nell’apprendimento e del valore del contesto e della relazione fra bimbi, dunque vedono nell’adulto un facilitatore, una guida non un protagonista della relazione; si capisce che è una prospettiva diversa che crea anche differenti aspettative.
• Com’è organizzata la giornata dei bambini, con quali ritmi e come li si aiuta a viverla serenamente? Ci sono dei rituali per introdurre le attività? Le giornate hanno uno schema ripetitivo o sono improvvisate?
• Quante attività fanno i bambini in una mattina? Cosa succede se i bambini non vogliono interrompere l’attività e passare alla successiva?
• Come viene proposto il pasto ai bambini? Ci sono delle regole da rispettare? Quali? I bambini possono mangiare il cibo con le mani? Quanto tempo dura il pasto? Anche la scelta di avere una cucina interna deve rientrare nel Progetto Educativo, perché comporta decidere la valenza da dare alla cuoca: è una figura conosciuta dai bambini?
• La formazione dei gruppi risponde anche essa ad una scelta di fondo: si crede o meno nell’importanza della relazione tra pari? Oppure si pensa che i bambini crescano meglio confrontandosi con età differenti? Cosa significa questo nella quotidianità del nido?
• Le attività proposte ai bambini: quali sono e come si differenziano per età e soprattutto come vengono proposte? I bambini sono liberi di sporcarsi o ci sono regole in questo? Sono seduti a tavolino o sono liberi di muoversi? C’è un’educatrice che gli fa vedere come fare le cose o scoprono tutto da soli?
• I materiali utilizzati: giocattoli in plastica facilmente lavabili possono rasserenare il genitore più attento all’igiene, materiali riciclo variegati danno soddisfazione a chi crede che lo sviluppo cognitivo ed emozionale di un bimbo piccolo abbia bisogno di esperienze sensoriali e tattili
• Gli spazi del nido : quante attività svolgono in ogni spazio e quanti arredi e materiali sono presenti? Cioè lo spazio definisce l’esperienza dei bambini o si limita a suggerire? Ci sono luoghi privilegiati per i più piccoli del nido o stanno insieme? È uno spazio che privilegia le attività motorie e libere o le attività creative?

 

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