Educare il bambino

Educare il bambino

paola-fumagalli-educatricedi Paola Fumagalli

Per poter educare un bambino bisogna entrare in sintonia sia con lui che con i genitori, cercando di creare un rapporto di reciproca fiducia.
L’educazione nasce dalla complicità fra il lavoro del genitore e quello dell’educatore; quest’ ultimo deve accettare, sostenere, accogliere il piccolo globalmente: sia affettivamente sia fisicamente attraverso lo sguardo, la voce, il corpo e il tocco. Tutte e quattro le modalità sono importanti, ma l’ultima credo che sia fondamentale. Tramite il tocco si possono comunicare ai bambini fin da molto piccoli tutte le nostre emozioni e sensazioni, il piccolo, infatti, può capire se viene accettato e quindi sostenuto per quello che è, oppure può percepire di non essere né accettato, né compreso; tutto questo è percepito dal tipo di tono muscolare, dalla mimica corporea e dallo sguardo.
Per poterlo guidare l’educatore deve osservare il comportamento del bambino sottolineando le sue abilità e le sue potenzialità, preparando così attività, spazi, favorendo così: l’esplorazione, il gioco, la comunicazione fra i pari e quindi l’apprendimento; ma soprattutto deve infondere sicurezza ai bambini. Questa nasce dall’uso continuo durante la giornata dei rituali i quali vanno a scandire il passare del tempo e i vari momenti della giornata (gioco, pranzo, nanna, merenda) facendo capire che c’è un prima ed un dopo e che è importante imparare ad aspettare.
Per poter educare un bambino bisogna saper interpretare i suoi stati d’animo: rabbia, tristezza, paura e bisogna aiutarlo a decodificarli e ad esprimerli attraverso la verbalizzazione.
L’adulto oltre a comprendere e a sostenere il bambino per poterlo guidare deve dargli anche delle regole e dire dei “No”. Dare dei limiti ai bambini fin da piccoli è molto importante perché innanzi tutto iniziano a comprendere che esiste un mondo intorno a loro indipendentemente dalla loro volontà, inoltre li fortifica rendendoli capaci di sopportare e superare le diverse difficoltà d’ogni giorno.

La fermezza con la quale l’adulto da una regola aiuta a far capire al bambino che gli eventi hanno un inizio e una fine e che ogni situazione ha una struttura particolare e una sua regola.
Nel dire “No” l’adulto deve essere fermo, calmo e non deve mai perdere il controllo o farsi sopraffare dai vari sentimenti di rabbia – ira e deve accettare che davanti ad una frustrazione di qualsiasi genere il bambino possa protestare.
E’ importantissimo rispettare i tempi del bambino senza mai spingerlo per forza a fare un qualcosa di cui non è pronto, altrimenti si rischia di andare incontro al rifiuto; ad esempio: l’alimentazione (svezzamento), l’utilizzo del vasino e l’abbandono del ciuccio o del proprio oggetto tradizionale.
E’ di fondamentale importanza che i genitori seguano la stessa linea educativa senza mai scontrarsi davanti al proprio figlio nel merito della sua educazione.
L’educatore è una figura d’appoggio alla famiglia con il quale poter portare avanti insieme l’educazione del bambino.

Potete condividere su ...Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Nessun commento ancora

Lascia un commento