Baby Pit Stop

Baby Pit Stop

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Mamme e bambini possono ora sostare al momento della poppata o del cambio del pannolino in molti luoghi pubblici: all’interno di strutture materno infantili, ospedali, consultori, nidi e anche in spazi pubblici commerciali e non, come bar, farmacie, ristoranti, supermercati, biblioteche, università, stazioni, sono infatti allestiti i “Baby Pit Stop Unicef”. Per consultare la mappa dei “baby pit stop” è operativo il nuovo sito www.babypitstop.it, nato dalla collaborazione tra Asl di Milano, Unicef e BabyConsumers. Il “baby pit stop” indica un’area allestita di una struttura materno infantile e di un esercizio o spazio pubblico, dove sarà possibile “fare il pieno di latte e il cambio di pannolino”. Una mini area ristoro dove la mamma che allatta è la benvenuta e dove sono garantiti accoglienza, riserbo e discrezione. Il baby pit stop è identificabile e inserito nello spazio che lo ospita, perché “allattare al seno è un diritto di madri e bambini e deve tornare ad essere una pratica naturale e pubblica” – si trova scritto sul sito. Inoltre, è un servizio gratuito che non obbliga all’utilizzo commerciale della struttura.(Omnimilano.it)

Il progetto

“Se si rendesse disponibile un nuovo vaccino che prevenisse un milione o più di morti infantili all’anno, e che fosse oltretutto poco costoso, sicuro, somministrabile per bocca, e non richiedesse catena del freddo, diventerebbe immediatamente un imperativo di salute pubblica. L’allattamento al seno può fare questo e altro, ma richiede una sua ‘catena calda’ di sostegno – e cioè assistenza competente alle madri perché possano avere fiducia in se stesse e per mostrare loro cosa fare, e protezione da pratiche dannose. Se questa catena calda si è persa nella nostra cultura, o ha dei difetti, è giunto il tempo di farla funzionare”.

J. Dobbing, “A warm chain for breastfeeding” Lancet 1994

A Milano i primi Pit Stop

Lo scorso 5 ottobre 2010 l’attrice Amanda Sandrelli ha tenuto a battesimo il primo dei cinquanta Baby Pit Stop cittadini voluti da ASL di Milano e UNICEF Italia. Il progetto fa parte delle numerose iniziative a favore dell’allattamento materno sviluppate nel corso di un decennio da ASL Milano, in collaborazione con UNICEF Italia, i punti nascita cittadini, i pediatri e i medici di famiglia, il volontariato e altri servizi per l’infanzia. ASL Milano è riconosciuta da UNICEF Italia come capofila nazionale dei progetti a sostegno dell’allattamento materno nei servizi territoriali e per questo ha ricevuto da UNICEF nel 2007 il Certificato di impegno di Comunità Amica dei Bambini per l’allattamento materno. La stretta collaborazione di ASL Milano con UNICEF Italia è stata sancita a maggio 2010 da un protocollo d’intesa, che prevede iniziative inerenti il sostegno dell’allattamento e della genitorialità (come i baby pit stop), la promozione e la tutela della salute e dei diritti di madri e bambini.

>> Ai Baby Pit Stop UNICEF di Milano presto se ne aggiungeranno altri: clicca qui per consultare la mappa completa

I Baby Pit Stop entrano in farmacia

Per diffondere nelle farmacie della città i Baby Pit Stop UNICEF, l’ASL di Milano ha siglato nel febbraio 2011 un accordo con l’Associazione lombarda fra titolari di farmacia, che rappresenta oltre 800 farmacie nelle province di Milano, Monza e Lodi. Oltre a promuovere l’allattamento al seno, con questo accordo le farmacie milanesi si impegnano a frequentare una breve formazione sull’allattamento, a mettersi in rete con i servizi territoriali per i neogenitori e a diffondere informazioni di particolare rilevanza per i genitori e i nuovi nati: dall’importanza dell’acido folico nella prevenzione delle malformazioni congenite alla posizione nel sonno, dalle vaccinazioni ai danni causati dall’esposizione al fumo.

Perchè promuovere l’allattamento al seno in pubblico

Di allattamento al seno in pubblico si parla soprattutto in occasione di episodi presentati dai media come clamorosi, in cui le madri vengono allontanate dai luoghi in cui stanno allattando. Per la maggior parte delle persone l’allattamento in pubblico non desta stupore né scalpore, al massimo un curioso interesse per un gesto divenuto raro nel nostro Paese. Qualcuno invece si scandalizza.

Ma allattare in pubblico è proprio necessario? Sì, perché…

L’allattamento al seno non ha orari fissi, né un numero definito di poppate nell’arco della giornata: ogni bimbo ha un suo stile alimentare e diversi tempi di poppata. E’ difficile sapere quanto dureranno le poppate e le pause fra una poppata e l’altra. Esistono diversi modi di allattare delle mamme in armonia con le richieste del proprio bambino. Diventa quindi difficile prevedere quando e dove il bambino chiederà di poppare. I bambini hanno diritto di stare con le loro mamme per poppare quando necessario, anche se non sono più neonati. Le madri hanno diritto di muoversi senza restrizioni e di portare i loro bambini con loro. Non c’è ragione di limitare la libertà di movimento delle madri durante l’allattamento per presunte ragioni di convenienza sociale o di suscettibilità morale. E la società dovrebbe adeguarsi e creare le condizioni perché questo possa avvenire.

Cosa fare: creare un Baby Pit Stop

Le madri che allattano dovrebbero essere messe in condizione di andare ovunque e di allattare i propri bambini quando lo richiedono. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF raccomandano di creare ambienti accoglienti per favorire l’allattamento materno (passo 6 dell’iniziativa Comunità Amica dei Bambini per l’allattamento materno di UNICEF Italia ). Questi ambienti possono essere creati all’interno di strutture materno infantili (ospedali, consultori, nidi) e anche in spazi pubblici commerciali e non (bar, farmacia, ristorante, supermercato, biblioteca, università, stazione, ecc. …), che per la loro distribuzione territoriale, possono costituire un’ importante rete di sostegno alla donna che allatta e che si trova fuori casa col proprio figlio.

Cos’è il Baby Pit Stop

Il termine pit stop è in uso nel mondo della Formula 1 e indica un’area di sosta per il rifornimento veloce di carburante, cambio di ruota, ecc. Il baby pit stop per le mamme e i bambini è invece un’area allestita di una struttura materno infantile e di un esercizio o spazio pubblico, dove sarà possibile sostare al momento della poppata o per il cambio del pannolino. Una mini area ristoro dove la mamma che allatta sarà la benvenuta e dove saranno garantiti accoglienza, riserbo e discrezione. i Baby Pit Stop UNICEF saranno identificabili e inseriti nello spazio che li ospita, perché allattare al seno è un diritto di madri e bambini e deve tornare ad essere una pratica naturale e pubblica. È un servizio gratuito, non obbliga all’utilizzo commerciale della struttura e la sua organizzazione e idoneità sono garantite da ASL di Milano e UNICEF con una verifica periodica da parte di BabyConsumers, associazione di tutela dei baby-consumatori, con la collaborazione di IBFAN Italia.

Come si riconosce

L’idea di creare spazi nei quali le mamme che desiderano allattare al seno possono trovare un luogo di accoglienza non è nuova. In passato, nel nostro paese sono state realizzate diverse iniziative analoghe: i bps – baby pit stop realizzati da La Leche League, il progetto faam – farmacie amiche dell’allattamento de Il Melogranole, ecc. I Baby Pit Stop UNICEF – ASL Milano saranno riconoscibili per la presenza della seguente vetrofania e/o cartello posti all’ingresso dello spazio allattamento:

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Cosa deve prevedere

Di fatto serve ben poco: una comoda sedia su cui potersi sedere; un eventuale fasciatoio per il cambio del bambino (che può essere allestito in bagno se c’è lo spazio); opuscoli informativi dell’ASL di Milano e dell’UNICEF e se si può, uno spazio gioco per bambini.

Cosa non deve prevedere

Nei Baby Pit Stop UNICEF possono fermarsi tutte le mamme, sia che allattino o che usino il biberon, ma i Baby Pit Stop UNICEF non devono essere usati per pubblicizzare o promuovere latte artificiale, pappe, biberon e tettarelle! Quindi nei Baby Pit Stop UNICEF non devono essere lasciati a disposizione delle madri volantini, opuscoli, omaggi, riviste o cartoline per ricevere omaggi che abbiano a che fare con i prodotti sopra indicati. Allo stesso modo, non ci devono essere poster o altri oggetti di arredamento con loghi e marchi di ditte che producono sostituti del latte materno, biberon e tettarelle, né tali prodotti devono essere esposti o donati alle mamme che si fermano ad allattare.

>> Per garantire il rispetto di tali norme, è prevista un’azione di monitoraggio sui baby pit stop realizzata da BabyConsumers

PER ULTERIORI INFORMAZIONI
www.unicef.it
www.asl.milano.it
www.babypitstopmilano.it
www.babyconsumers.it

 

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