Noi e la maternità

Noi e la maternità

 

Noi e la maternità

di Francesca Amè

piccole-bulle-cresconoPiccole bulle crescono, fin dall’asilo. Sono quelle bambine che pretendono l’altalena migliore, rubano la merenda della compagna, nascondono la bambola dell’amica. Si fanno le ossa all’asilo, affinano la tecnica alle medie, esplodono alle superiori.

I dati Eurispes sostengono che il 41% dei bambini italiani è coinvolto in qualche atto di bullismo: spintoni o scherzi pesanti ma anche insulti e minacce.
I modi sono tanti, il risultato identico: isolamento, solitudine e disagio della vittima. Gli esperti confermano: il baby-bullismo esiste, fin dall’asilo. E spesso le bambine sono le peggiori, le più prepotenti. Solitamente precoci nel parlare, riescono spesso a farsi beffe dei maschietti.

«Sta al centro del gruppo, dirige i giochi, decide i ruoli della corte di amichette che la circonda. E’ lei a designare la vittima: la isola e la deride, incitando gli altri a fare lo stesso». Irene Vella, 42 anni, giornalista toscana, conosce bene le babybulle. C’è passata due volte: prima da piccola poi, tempo fa, con sua figlia Donatella che ora ha 13 anni.

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700gr due mesi di vita

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di Francesca Amè

neonato-prematuroQualche tempo fa sono entrata nel reparto di Terapia intensiva neonatale della Clinica Mangiagalli di Milano, il più importante centro nascite d’Italia. Ecco il reportage, che ho pubblicato su style.it (sul sito potrete vedere anche la video-intervista al primario, prof. Fabio Mosca).
Da style.it /canale Mamme: http://www.style.it/mamme/come-faccio-a-fare-tutto/2011/10/10/mangiagalli.aspx

Difficile trovare le parole per descrivere che cosa si prova a varcare quella soglia.
Dentro ci sono bimbi appena nati o nati da pochi mesi. Sono minuscoli, alcuni non arrivano neanche a 700 grammi, e le loro culle anziché morbidi giocattoli hanno tanti tubicini. Accanto a loro, i genitori. C’è la mamma giovane, che canta una ninna nanna in una lingua sconosciuta. Ce né una più matura, che tiene la mano al marito. C’è un papà che ha gli occhi stanchi, un altro che controlla i monitor con fare esperto. Siamo nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale della Clinica Mangiagalli di Milano, il più importante centro nascite d’Italia (7.000 parti all’anno, di cui mille con patologie che richiedono il ricovero in patologia neonatale).

Continua…

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Baby Pit Stop

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baby-pit-stopMamme e bambini possono ora sostare al momento della poppata o del cambio del pannolino in molti luoghi pubblici: all’interno di strutture materno infantili, ospedali, consultori, nidi e anche in spazi pubblici commerciali e non, come bar, farmacie, ristoranti, supermercati, biblioteche, università, stazioni, sono infatti allestiti i “Baby Pit Stop Unicef”. Per consultare la mappa dei “baby pit stop” è operativo il nuovo sito www.babypitstop.it, nato dalla collaborazione tra Asl di Milano, Unicef e BabyConsumers. Il “baby pit stop” indica un’area allestita di una struttura materno infantile e di un esercizio o spazio pubblico, dove sarà possibile “fare il pieno di latte e il cambio di pannolino”. Una mini area ristoro dove la mamma che allatta è la benvenuta e dove sono garantiti accoglienza, riserbo e discrezione. Il baby pit stop è identificabile e inserito nello spazio che lo ospita, perché “allattare al seno è un diritto di madri e bambini e deve tornare ad essere una pratica naturale e pubblica” – si trova scritto sul sito. Inoltre, è un servizio gratuito che non obbliga all’utilizzo commerciale della struttura.(Omnimilano.it)

Continua …

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