Mamme e orari flessibili: un connubio possibile?

Mamme e orari flessibili: un connubio possibile?

In Italia solo tre madri su dieci riescono a lavorare a tempo pieno. La maggior parte delle mamme che lavorano desidererebbero orari flessibili per poter conciliare il lavoro con la famiglia.

Il concetto di orario flessibile in Italia non è affatto diffuso e spesso, maliziosamente, è immaginato come un modo per lavorare di meno. Sappiamo bene che non è così e che anzi, un orario flessibile, permette di raggiungere valori di efficienza superiori a quelli del tempo pieno.

Se vi trovate nella situazione di voler chiedere al vostro datore di lavoro questa formula lavorativa ecco alcuni consigli:

Prima di tutto informatevi. Se avete la possibilità di confrontarvi con altre persone che lavorano con un orario flessibile chiedete loro quali sono stati i risultati in termini di efficienza, di carriera e di guadagni.
Spesso troverete risposte positive ed emozionanti che serviranno a voi anzitutto a capire come muovervi e ad accrescere in voi la fiducia e la convinzione per questo modello lavorativo (es “è proprio vero, si lavora meglio e si sfrutta al massimo il tempo a disposizione”)

lavorare da casaPensate ai vostri bisogni. Quanto spazio il lavoro deve occupare nella vostra vita? Se per voi il lavoro è tutto, un orario flessibile può essere anche il lavorare a casa, di notte, dopo aver messo i bambini a letto. Ma per altre persone, il lavoro può non essere tutto. Ecco che un part-time, verticale (esempio da lunedì a giovedì) o orizzontale (6 ore al giorno) possono permettervi di fare molte altre cose.

Convincete prima voi stesse (e poi il vostro capo). Orari flessibili vogliono dire maggiore efficenza. Infiniti studi hanno dimostrato che a parità di ore lavorative, chi lavora con orari flessibili produce molto di più di chi passa regolarmente 8 ore al lavoro. Questo perché la necessità di ottimizzare il tempo (e quindi di non sprecarlo) non vi farà mai stare con le mani in mano ne vi permetterà di avere infinite pause caffè con i vostri colleghi. Quando i vostri capi capiranno questo concetto inizieranno a vedere di buon occhio la vostra flessibilità.

Orari flessibili vuol dire sopratutto “flessibilità” , nel senso che la mole del vostro lavoro sarà modulabile a seconda delle esigenze. Uno studio di commercialisti, ad esempio, ha dei picchi nella propria attività lavorativa in determinati periodi dell’anno. Ecco che un orario flessibile permetterà di utilizzare maggiormente le proprie risorse in quel periodo dell’anno, lasciandole invece “più libere” in altri.

Parlatene al vostro datore di lavoro. Questo probabilmente è il passo più importante. Fategli capire, sopratutto se si è in una fase di riorganizzazione e ridistribuzione del lavoro all’interno del team, che permettere orari flessibili vuol dire migliorare il risultato finale garantendo la copertura dell’attività dell’azienda o dell’ufficio.

Scrivete la vostra proposta. Per fare ciò chiedete ad altri lavoratori o colleghi che hanno già applicato la formula dell’orario flessibile. Oppure cercate su internet dei documenti o fac simile . Scrivere la proposta vi aiuterà ad avere le idee chiare nel momento in cui affronterete la proposta con il vostro datore di lavoro. Ricordate sempre di menzionare la maggiore efficenza e (i costi minori per l’azienda) usando gli orari flessibili.

convincere il datore di lavoroSe il vostro capo non vuole? Se la reazione iniziale è gelida, chiedete al vostro supervisore di considerare semplicemente l’idea, o di provare ad attuarla in via sperimentale. Proponetegli un calendario alternativo, nel quale il risultato finale è lo stesso o addirittura migliore, adattandosi alle esigenze dell’ufficio o dell’azienda. Tenete anche presente che saranno necessari aggiustamenti in corso d’opera, fate piccoli passi, uno alla volta.

Ricordate che flessibilità funziona in due modi. Avrete tempo per voi ma dovrete essere anche disponibili a coprire le emergenze sul lavoro. Preparatevi inoltre al risentimento da parte di altri colleghi o colleghe, sopratutto quando le cose inizieranno a girare nel verso giusto. Sarà facile per loro criticare la vostra assenza nei canonici orari di lavoro e faranno finta di non vedere la vostra efficienza lavorativa e i risultati raggiunti. Non scusatevi mai (ad esempio se vi presentate in ufficio alle 10 dopo aver accompagnato i bambini a scuola) altrimenti i vostri collaboratori si convinceranno che state facendo qualcosa di sbagliato. Siate invece sempre fiduciose, forse in molte seguiranno il vostro esempio.

E adesso chiediamo a voi. Qualcuna di voi è riuscita ad avere un orario flessibile? E come è andata?

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