La rivoluzione di Papa Francesco: l’annullamento del matrimonio

La rivoluzione di Papa Francesco: l’annullamento del matrimonio

Che Papa Francesco fosse un rivoluzionario e vicino alle esigenze del popolo è stato chiaro fin dalla sua elezione quello pero’ che ha stupito tutti è stata la riforma della possibilità di annullamento del matrimonio, introdotta con il motu proprio “ Mitis Iudex Dominus Iesus”.

Dopo 3 secoli viene finalmente modificato il processo di annullamento del matrimonio, spesso e volentieri oggetto di discussione. Papa Francesco tiene pero’ a ribadire che questa riforma non favorisce la nullità dei matrimoni bensì la celerità dei processi e la “giusta semplicità” degli stessi, affinché, “il cuore dei fedeli che attendono il chiarimento del proprio stato non sia lungamente oppresso dalle tenebre del dubbio“.

Cio’ che preme Bergoglio è la “salvezza delle anime” e quindi, trattandosi spesso di separati la reintegrazione di queste persone, come è giusto che sia, nella comunità ecclesiale. La riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità matrimoniale prevede:

  • una sola sentenza in favore della nullità esecutiva;
  • il giudice unico;
  • processi più brevi;
  • l’appello alla sede Metropolitana, sede vescovile più “importante” della zona;
  • compiti delle Conferenze Episcopali maggiormente circoscritti;
  • possibilità dell’appello alla Sacra Rota, quindi la Sede Apostolica.

Papa Francesco ha affidato direttamente al Vescovo «la trattazione della causa di nullità del matrimonio per mezzo del processo più breve», da applicarsi nei casi in cui la nullità del matrimonio sia sostenuta da argomenti particolarmente evidenti tra i quali «si annoverano per esempio quella mancanza di fede che può ingenerare la simulazione del consenso o l’errore che determina la volontà, la brevità della convivenza coniugale, l’aborto procurato per impedire la procreazione, l’ostinata permanenza in una relazione extraconiugale al tempo delle nozze o in un tempo immediatamente successivo, l’occultamento doloso della sterilità o di una grave malattia contagiosa o di figli nati da una precedente relazione o di una carcerazione, la causa del matrimonio del tutto estranea alla vita coniugale o consistente nella gravidanza imprevista della donna, la violenza fisica per estorcere il consenso, la mancanza di uso della ragione comprovata da documenti medici».

Nei casi in cui il Vescovo stabilirà invece che si faccia un processo ordinario, esso dovrà celebrarsi entro un anno al massimo con sentenza esecutiva se non ci sarà appello o se le motivazioni dell’appello saranno manifestamente infondate.

Non occorreranno piu’ quindi due sentenze conformi per procedere all’annullamento del matrimonio,  che comportavano allungamento dei tempi. Altro importante passo avanti (e grande preoccupazione dei fedeli…) viene fatto da Papa Francesco laddove prevede che «salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori dei tribunali, venga assicurata la gratuità delle procedure, perché la Chiesa, mostrandosi ai fedeli madre generosa, in una materia così strettamente legata alla salvezza delle anime manifesti l’amore gratuito di Cristo dal quale tutti siamo stati salvati».

La riforma entrerà in vigore l’8 dicembre.

Maria Antonietta Amenta

Avv. Maria Antonietta Amenta

(Diritto Civile – Diritto di Famiglia)

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