La mamma parigina: metodi educativi e differenze con noi mamme italiane.

La mamma parigina: metodi educativi e differenze con noi mamme italiane.

A differenza della mamma parigina quella italiana in un parco di Parigi la riconosci immediatamente.

E’ quella, sempre un po’ agitata, che accompagna il bambino sullo scivolo accertandosi che nessuno gli pesti le manine salendo, quella che gli grida in continuazione di mettersi il cappellino perché c’è vento, che applaude ad ogni piccola acrobazia ed evita come la peste le sabbiere….

No, la mamma parigina é seduta placidamente che se la chiacchiera con le sue amiche, un occhio ai bambini e l’altro su un libro. Non si alza dalla panchina nemmeno quando il primogenito si schianta con il monopattino, il secondo é appeso a testa in giu’ al palo dei pompieri e l’ultimo fa lo scivolo di pancia atterrando con la faccia.

Entrando in un bar ecco che la scena si ripete.

La mamma italiana é quella che non riesce a scambiare mezza parola con l’amica seduta di fronte a sé, perché ad ogni minima richiesta del proprio pargolo si interrompe, si gira e presta attenzione al piccolo tiranno.

La mamma parigina no, questo proprio non lo sopporta ed i suoi bambini ormai lo sanno perfettamente: la mamma non si interrompe quando sta parlando con un’altra persona, tanto non ti presterà mai attenzione!

D’altra parte, “l’enfant roi” é quanto di peggio sia descritto nella Bibbia della pedagogia francese incarnata da Françoise Dolto, pediatra e psicanalista francese dei primi del 900.

dolto

Nei suoi scritti, la Dolto invita i genitori a non fare del bambino l’essere centrale della famiglia perché, se si rinuncia al proprio percorso individuale e di coppia per consacrare la vita ai figli, si finisce per danneggiarli e “ingombrarli”.

Cresciute a baguette e Dolto, le mamme francesi non rinunciano a se stesse, alla propria indipendenza (economica/professionale e personale) e alla vita di coppia: escono a cena, vanno in palestra, lavorano e, nel tempo che rimane… fanno tanti figli!

L’altro caposaldo dell’educazione francese é il famoso “cadre”: il genitore deve dare poche ma rigide regole che formano il quadro dal quale il bambino non deve assolutamente uscire, ma all’interno del quale é libero di muoversi in totale autonomia e indipendenza.

Per questo, vivendo a Parigi, troverai bambini di tre/quattro anni che salutano educatamente quando incontrano un adulto (i “bonjour monsieur” e “bonsoir madame” sono all’ordine del giorno), che si allacciano da soli le scarpe e si vestono in autonomia al mattino; vedrai bambini che finiscono tutto quello che hanno nel piatto, comprese le verdure più improbabili e i formaggi più puzzolenti, bambini di otto/nove anni che vanno a scuola da soli, bambini che escono dalla piscina con i capelli fradici (neanche ci sono i fon negli spogliatoi!) e che girano a gennaio senza sciarpa.

La mamma parigina é tendenzialmente severa, poco apprensiva, a tratti un po’ anaffettiva…insomma, tutto il contrario della affettuosa e permissiva mamma italiana.

Ma non buttiamoci troppo giu’: come sempre, forse, il meglio sta nel giusto mezzo. Un mix tra affettività e calore italiani e una buona dose di Dolto farà di noi genitori quasi perfetti!

Alessandra Ferrario (Mamma a Parigi)

Mamma a Parigi - Alessandra Ferrario

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