L’inquinamento, un grande pericolo (silenzioso) per noi e i nostri bambini

L’inquinamento, un grande pericolo (silenzioso) per noi e i nostri bambini

L’inquinamento dell’aria. L’avreste mai detto che è così pericoloso?  Invece proprio l’inquinamento atmosferico, specie nelle città o in pianura Padana, rappresenta una delle cause principali di morte e malattia per i nostri bambini. Cosa fare per proteggerli ?

Gli effetti dell’inquinamento sulla salute respiratoria sono noti da tempo, ma i dati pubblicati recentemente sono sempre più allarmanti. Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente pubblicato poche settimane fa, ogni anno in Italia 80mila morti premature (131 ogni 100.000 abitanti) sono legate all’inquinamento ambientale. Ne parliamo con la Dott.ssa Marta Bellasio, pediatra del Centro Medico Euriclea di Milano

Per ragioni fisiologiche i bambini sono molto più vulnerabili agli effetti dannosi degli agenti inquinanti rispetto agli adulti: da una parte infatti respirano, proporzionalmente, una maggiore quantità di aria (circa il doppio per ogni kg di peso) aspirando quindi una maggiore quantità di inquinanti, d’altra parte respirando ad una altezza inferiore e più vicina al suolo sono esposti alla maggiore concentrazione di sostanze inquinanti che vengono prodotte dai veicoli; infine è noto come in generale tutti i processi metabolici siano accelerati durante l’infanzia, determinando una maggiore capacità di assorbimento di tali sostanze da parte del bambino.

Two children cover their faces against exhaust fumes from traffic in Milan, January 1973. (Photo by Keystone/Hulton Archive/Getty Images)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità calcola che il rischio di mortalità per cause respiratorie legate all’inquinamento nei bambini sia aumentato dell’1%, colpendo circa 600.000 bambini di età inferiore ai 5 anni ogni anno nel mondo. Lo stesso documento dell’Unicef rivela come nel mondo ogni anno muoiano di polmonite circa un milione di bambini, più della metà dei casi ricollegabili all’inquinamento dell’aria.

Le principali minacce ambientali alla salute degli italiani sono  il  PM2.5, NO2 e O3

La classificazione delle polveri sottili legate all’inquinamento è indicata con il termine PM. Più il numero è minore e più sottili sono le polveri e dunque più pericolose per la salute della specie umana ed animale. Mentre il PM 10 raggiunge solo i bronchi, la trachea e vie respiratorie superiori, il PM 2,5 è in grado di penetrare negli alveoli polmonari con eventuale diffusione nel sangue.
 
Il biossido di azoto (NO2) è un gas prodotto dalla reazione di azoto e ossigeno durante i processi di combustione. A concentrazioni elevate, causa infiammazioni delle vie aeree (tosse, bronchiti, oppressione toracica e difficoltà di respirazione).
 
L’ozono troposferico (O3) è un tipico inquinante secondario che si forma nella bassa atmosfera a seguito di reazioni fotochimiche che interessano inquinanti precursori prodotti per lo più dai processi antropici. Gli effetti provocati dall’ozono vanno dall’irritazione alla gola ed alle vie respiratorie al bruciore degli occhi; concentrazioni più elevate dell’inquinante possono comportare alterazioni delle funzioni respiratorie ed aumento nella frequenza degli attacchi asmatici, soprattutto nei soggetti sensibili. 

In tutta Europa, le morti premature sono 442.478 per PM2.5, 78000 per NO2 e 14.400 per O3 ogni anno.

L’inquinamento non è l’unico fattore in causa nel determinare patologia respiratoria, ma è in grado di agire in maniera sinergica e aggravante con altre cause quali le infezioni respiratorie (soprattutto virali), il fumo di sigaretta e gli allergeni; tutti questi fattori insieme all’inquinamento concorrono nel favorire episodi di dispnea (respiro affannoso) e tosse ricorrente, come dimostrato da uno studio epidemiologico di notevoli dimensioni effettuato in Italia alcuni anni fa (SIDRIA, Studi Italiani sui Disturbi Respiratori dell’Infanzia e dell’Ambiente) che dimostra che tali disturbi risultano più frequenti nei bambini che vivono in aree esposte a maggiore inquinamento ambientale.

Gli effetti dell’inquinamento vanno oltre la problematica respiratoria nella misura in cui una ridotta funzionalità respiratoria, determinata almeno in parte dall’effetto dell’inquinamento, è a sua volta fattore di rischio per lo sviluppo in età successive di pericolose patologie croniche quali malattia polmonare cronica, patologia cardiovascolare e aterosclerosi.

Per ridurre il più possibile l’esposizione e gli effetti degli agenti inquinanti sui nostri bambini possono essere utili alcuni pratici consigli quali evitare il passaggio dei bambini nelle zone di traffico più intenso durante le ore di punta; evitare per quanto possibile il passeggino soprattutto nelle zone più esposte (utilizzano per esempio il marsupio); evitare di lasciar giocare i bambini in aree dedicate localizzate in prossimità di zone ad intenso traffico, in particolar modo quando siano stati segnalati livelli pericolosi di inquinamento ambientale; viaggiare in macchina con i finestrini chiusi, ricordando di cambiare periodicamente filtri dell’auto; non fumare, soprattutto in presenza di bambini o in ambienti in cui soggiorneranno (anche se vengono arieggiati).

Al di là di questi semplici consigli la necessità di combattere con tutte le forze l’inquinamento ambientale è oggi una priorità assoluta che riguarda non solo temi di sanità pubblica di fondamentale importanza quali la riduzione della morbidità e mortalità respiratoria nei bambini e l’instaurarsi di pericolose patologie croniche ad essa legate in età successive, ma è anche tema di carattere economico ed ecologico in generale; il documento dell’Unicef sottolinea infatti come l’indirizzarsi verso fonti di energia rinnovabile a basso impatto ambientale oltre a ridurre l‘inquinamento ambientale influenzerebbe positivamente quei cambiamenti climatici che rischiano di portare a catastrofiche conseguenze anche sul piano economico e produttivo.

Dott.ssa Marta Bellasio

Specialista Pediatria

Master in Immunologia e Allergologia Pediatrica 

 

Se volete tornare al nostro articolo “Le 10 cose da sapere (e fare) per i nostri bambini” con  i 10 principali consigli per tutti i genitori, questo è il link

 

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