Il Gioco del rispetto: progetto per insegnare le pari opportunità, giocando

Il Gioco del rispetto: progetto per insegnare le pari opportunità, giocando

Il Gioco del rispetto: un progetto sviluppato per insegnare ai bambini i concetti di pari opportunità, giocando

Quando si entra in un negozio di giocattoli, appare subito evidente la grande divisione tra rosa e azzurro, tra giochi da femmina e giochi da maschio. Oggi arriva un gioco che cerca di unire invece che dividere, e cerca di ampliare gli orizzonti di bambine e bambini al di là degli stereotipi di genere: si chiama Il Gioco del rispetto, e nasce nel 2013 come progetto per le scuole dell’infanzia, a cui si aggiunge oggi una home edition per le famiglie.

Mentre la versione scolastica prevede un percorso formativo per insegnanti, seguendo un impianto psico-pedagogico e normativo studiato in partnership con l’Università degli Studi di Trieste e le operatrici del centro antiviolenza del capoluogo giuliano, l’edizione per famiglie si concretizza in tre diverse proposte di giochi, pensate per la fascia d’età 3-7 anni.

L’Italia è al 41° posto nella classifica del Global Gender Gap, che misura l’accesso che hanno le donne a ruoli di potere, economici e sociali; sempre in Italia, le donne si laureano in numero maggiore, prima e con voti migliori degli uomini, ma poi solo il 50,6% lavora, contro il 70,6% degli uomini (Eurostat, 2015); in Italia il 27,1% di donne abbandona il lavoro dopo il primo figlio, il 55,1% dopo il secondo (McKinsey e Istat); in Italia, a parità di mansione, le donne guadagnano in media il 18% in meno dei colleghi (Korn Ferry Hay Group, 2015); in Italia, nelle coppie con figli, le ore dedicate al lavoro domestico ricadono per il 72% sulle donne (Istat, 2015); in Italia, quasi 7 milioni di donne hanno subito nella propria vita una violenza fisica o sessuale (Istat, 2015); e infine, in Italia, nel 2015, sono state 128 le vittime di femminicidio, una ogni 3 giorni.

Tutto questo segnala un problema culturale in cui le donne, proprio in quanto donne, fanno fatica a realizzare i propri talenti, quanto non addirittura a condurre la propria vita in piena libertà.

Questa posizione di svantaggio ha radici lontane, molte delle quali nascono proprio dagli stereotipi di genere nei quali siamo immerse e immersi fin dalla nascita.

Le bambine sono dolci, remissive, tranquille, gentili, aggraziate, belle.

I bambini sono vivaci, avventurosi, scatenati, impulsivi.

Una bambina che si arrampica su un albero diventa “un maschiaccio”.

Un bambino che piange è “una femminuccia”.

Le bambine sono più brave in italiano, i bambini in matematica.

Tutto questo rappresenta una gabbia da cui consciamente o inconsciamente è sempre molto difficile uscire, generando un’inevitabile frustrazione in chi non si riconosce in queste categorizzazioni.

In un panorama in cui per le bambine vige il dominio del rosa, e prevalgono giocattoli che ripropongono sempre gli stessi stereotipi femminili della principessa, con trucchi e gioielli, o della perfetta casalinga, e parallelamente ai bambini sono dedicati giocattoli che dequalificano paura, timidezza, tenerezza, amore, per dare invece spazio a mostri, azione e violenza, le ideatrici del Gioco del rispetto hanno sentito la necessità di offrire un panorama più allargato di quelle che sono le possibilità che si aprono per le donne e per gli uomini di domani. Perché decostruire gli stereotipi ancora largamente presenti nel marketing del giocattolo, significa dare più libertà di scelta a bambini e bambine oggi e quindi a uomini e donne domani.

Così, all’interno della scatola del Gioco del Rispetto , troviamo:

-       il memo dei mestieri, per imparare che uomini e donne hanno pari opportunità di fare le stesse cose, anche se sono diversi tra loro. Un gioco di memoria visiva che abbina 20 coppie di maschi e femmine che svolgono lo stesso mestiere. Impariamo così che esistono la pilota di aerei, l’ingegnera, il ballerino, il fioraio, la batterista, il casalingo e tanti ruoli a cui ognuno e ognuna può aspirare.

-       il puzzle double face, per scoprire che “un astronauta” può anche avere l’apostrofo! 35 pezzi compongono da un lato la figura di un astronauta maschio e dall’altro la figura di un’astronauta femmina. E fino all’ultimo non si sa mai quello che verrà fuori.

-       la storia di Red & Blue, per immaginare rapporti solidali tra generi, in cui ognuno è libero di seguire il proprio talento. 12 tavole illustrate che permettono la lettura e contemporaneamente la visualizzazione delle figure, da parte di bambini e bambine. Due amici, un maschio e una femmina, affrontano un cammino avventuroso aiutandosi a vicenda, al di là degli stereotipi.

Il Gioco del rispetto è un progetto che nasce da un team di lavoro multidisciplinare. Diverse competenze hanno lavorato insieme, accomunate dalla stessa sensibilità per il tema dell’equilibrio e del rispetto tra i generi.

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Le ideatrici

Lucia Beltramini

Lucia Beltramini
Psicologa e ricercatrice, esperta in prevenzione e contrasto alla violenza su donne e minori; dottore di ricerca in neuroscienze e scienze cognitive.

Benedetta Gargiulo
Copywriter e consulente di comunicazione, si occupa di diversity management nelle aziende e forma i creativi di domani a un uso consapevole dell’immagine della donna in pubblicità. Inventa progetti per migliorare la cultura delle pari opportunità in Italia.

Daniela Paci

Daniela Paci
Insegnante della scuola dell’infanzia e formatrice, collabora con Enti e Associazioni in diversi progetti di formazione e ricerca contro la violenza di genere.

 

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Konstantina Mavroidakos, designer della comunicazione, con focus sulla comunicazione per bambini e lo sviluppo di workshop educativi.

 

 

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