Bonus Bebè 2015, fino a 600 euro al mese per le mamme che tornano al lavoro – come si presentano le domande

Bonus Bebè 2015, fino a 600 euro al mese per le mamme che tornano al lavoro – come si presentano le domande

Sale a 600 euro al mese il beneficio alternativo al congedo per consentire alle mamme di fruire della baby sitter o degli asili nido. Il bonus è stato esteso anche al settore pubblico.

Via libera al bonus bebè per contribuire alle spese che le neo mamme devono sostenere per iscrivere i figli all’asilo nido o per mettere a disposizione la baby sitter. Il governo, infatti, in questi ultimi giorni ha confermato il bonus per le neo-mamme raddoppiandolo fino a 3600 euro ed estendendolo anche in favore delle lavoratrici dello stato e della pubblica amministrazione, fino ad oggi esclusi dal beneficio, come stabilito dal decreto 28 ottobre 2014 pubblicato sulla G.U. n. 287/2014 che disciplina la misura alternativa al congedo parentale per gli anni 2014 e 2015.

Possono presentare richiesta le madri lavoratrici dipendenti di pubbliche amministrazioni e di datori di lavoro privati, nonché le madri lavoratrici iscritte alla gestione separata. La richiesta si può presentare al termine del periodo di congedo di maternità e negli 11 mesi successivi, anche se nel frattempo stato già in parte usufruito del congedo parentale.  Nessun bonus viene riconosciuto alle lavoratrici autonome (coltivatrici dirette, mezzadre, colone, imprenditrici agricole professionali, artigiane, commercianti eccetera).
Il bonus può essere alternativamente utilizzato per il servizio di baby sitter o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.

Il bonus vale 600 euro mensili per un periodo massimo di sei mesi (3.600 euro totali), in base alla richiesta della lavoratrice. Per le mamme lavoratrici iscritte alla gestione separata la durata massima è di tre mesi (1.800 euro in tutto). Per le lavoratrici a part time, il bonus è ridotto in misura proporzionale alla riduzione dell’orario di lavoro. Ma se le risorse non dovessero bastare è previsto che, a domande già presentate, possa essere fissato un Isee per il riconoscimento del diritto o rideterminato l’importo del bonus.

Per poter usufruire del detto bonus occorre presentare una domanda in via telematica sul sito INPS entro il 31 dicembre di ogni anno, in cui specificare l’opzione scelta (servizi baby sitter o rete pubblica) e il numero di mensilità. Tali mensilità non potranno più essere fruite sotto forma di congedo parentale, infatti l’Inps provvederà a comunicarle al datore di lavoro.

L’INPS pagherà gli incentivi attraverso due modalità a seconda del servizio che viene richiesto. Nel caso in cui la mamma scelga per la baby sitter, gli uffici consegneranno dei voucher che la mamma consegnerà alla baby sitter. Quest’ultima recandosi presso qualsiasi ufficio postale potrà ricevere il pagamento dei buono. Se la scelta è quella degli asili nido, l’Inps intratterrà il rapporto direttamente con le strutture, pagando le somme previa presentazione della relativa documentazione da parte degli asili.
L’Inps ha invitato gli asili nido a convenzionarsi per gli anni 2014 e 2015. Agli asili che si iscriveranno, l’Inps riconoscerà il bonus che permetterà alle mamme di evitare del tutto la retta o di pagarla in misura inferiore.

La passaggio degli atti è la seguente: 1) l’asilo presenta la domanda in via telematica; 2) l’Inps controlla che la struttura sia in regola con le norme previdenziali e del lavoro e abbia i requisiti chiesti dal bando; 3) in caso positivo la struttura viene inserita nell’elenco pubblicato sul sito dell’Inps. A questo punto la parola passa alle mamme: a) presentano la domanda per avere il bonus mensile; b) indicano l’asilo scelto tra quelli elencati dall’Inps; c) presentano l’attestato Isee che documenta le possibilità economiche della famiglia; d) l’Inps accetta o no la domanda.

di Barbara Osca (Consulente del Lavoro)

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