L’avvocato risponde : i diritti della mamma lavoratrice

L’avvocato risponde : i diritti della mamma lavoratrice

Oggi Mamma & Lavoro incontra l’Avvocato Albertina Gavazzi, e parliamo dei diritti della mamma lavoratrice, sopratutto in riferimento alle discriminazioni che la donna subisce al rientro al lavoro dopo la maternità. Spesso le mamme e le donne in questa situazione non sanno come muoversi. Abbiamo chiesto all’Avvocato Gavazzi alcuni chiarimenti e consigli in merito, chiedendole anche di spiegarci meglio il ruolo della Consigliera di Parità, che in questa situazione può rivelarsi di grande aiuto…

 BUONA VISIONE!

M&L – Oggi Mamma & Lavoro incontra l’Avvocato Albertina Gavazzi affronteremo il tema dei diritti della donna e mamma lavoratrice.
l’Avvocato Albertina Gavazzi opera soprattutto in campo civile: diritto di famiglia, diritto antidiscriminatorio e della parità di genere, diritto del lavoro, diritto societario e contrattualistica lavorativa.
Molto spesso si sente parlare di discriminazioni e pressioni sulle sulle mamme che rientrano al lavoro dopo la maternità, spesso queste donne non sanno cosa fare e come difendersi dalle discriminazioni che subiscono sul posto del lavoro. Chiediamo all’avvocato di dare un consiglio a queste donne.

“Le mamme che rientrano al lavoro dopo la maternità hanno innanzitutto il diritto a conservare lo stesso lavoro, la stessa retribuzione, e le stesse mansioni che avevano prima della maternità
Ove ciò non avvenga è chiaro che ci si trova di fronte a gravi discriminazioni nei confronti delle lavoratrici madri. Occorre rassicurare le lavoratrici dicendo loro che la legislazione italiana le tutela comunque.
Quindi ove si verifichino delle discriminazioni di questo tipo, la lavoratrice potrà inizialmente ricorrere ai rappresentanti del lavoro in azienda, come pure i rappresentanti sindacali, per vedere se, con un semplice intervento “dall’interno” le discriminazioni cessino o comunque ad esse sia posto rimedio.

Se ciò non avviene, ci si dovrà rivolgere ad un legale che lotterà in ogni campo che la legge mette a disposizione, occorrerà fare poi riferimento alla Consigliera di Parità , in quanto qualunque azione la lavoratrice madre intenda fare, sia con il legale di fiducia che senza, dovrà rivolgersi comunque alla Consigliera di Parità , la quale tenterà una via conciliativa con il datore di lavoro. Ove l’accordo non sia trovato, per queste discriminazioni, la Consigliera di Parità si potrà costituire in giudizio.
Di Consigliera di Parità ve ne una per l’Italia, una per regione, una per provincia. E’ istituita con decreto del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro delle Pari Opportunità.
La Consigliera di Parità è una figura istituzionale, creata con la legge 125 del 91, recentemente modificata con il decreto legislativo 198 del 2006, con cui che stato istituito il Codice delle Pari Opportunità. E’ una figura che si occupa di eliminare le discriminazioni di genere all’interno del posto di lavoro ed a promuovere le pari opportunità con azioni in tutti i campi che la legge consente”

M&L- Il consiglio è quindi quello di rivolgersi sempre ad un professionista quando abbiamo un dubbio o un problema da risolvere e quando non sappiamo come muoverci nelle situazioni difficili, sul posto di lavoro. E’ sempre buona norma informarsi sui nostri diritti e non dimenticare quali sono i nostri doveri.

“ Diciamo che il motto :”prevenire è meglio che curare” non vale solo nel campo medico ma anche nel settore legale. Una persona che non conosce i propri diritti (e non è detto che conosca i propri doveri) può essere esposta a rischi non indifferenti e può arrivare a concludere contratti anche lesivi per i propri diritti o di accettare discriminazioni pensando che ciò rientri nell’ambito di quello che è il potere del datore di lavoro. La corretta informazione è la base per potersi muovere anche e soprattutto nell’ambito del lavoro. Un professionista vero illustra ed espone quelli che sono i diritti e doveri alla lavoratrice e quali sono i mezzi che l’ordinamento giuridico mette a disposizione per la tutela contro le discriminazioni in ambito lavorativo”

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1 Risposta

  1. Purtroppo la teoria è molto lontana dalla pratica. Per mia esperienza personale so che la Legge tutela i piu’ forti e mio malgrado ho constatato che il datore di lavoro ha tutti i mezzi per attaccare la dipendente discriminata mentre dal canto nostro la dipendente licenziata puo far ben poco per contrastare tale potere lesionante. E’ altamente frustrante sapere che noi donne oltre la beffa dobbiamo fare i conti con la Legge che ci gira letteralmente le spalle in materia di tutela della donna in maternità.

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