Mamme freelance: lavorare da casa

Mamme freelance: lavorare da casa

mamma-freelance-disciplinadi Francesca Amé

Siete libere professioniste ( freelance ), avete partorito da poco (un mese, una settimana, quattro giorni…) ma il lavoro (e anche la passione, la voglia, lo spirito di abnegazione) vi richiama a rapporto. Si può fare. Basta sapersi organizzare. Se eravate abituate a recarvi in uno studio o da dei clienti, dovrete rivoluzionare un po’ i vostri ritmi lavorativi. È d’obbligo per tutte, perché il parto è un evento fisico e psicologico molto stressante e stancante, ricco di gioia ma anche di sbalzi d’umore e non potete chiedere a voi stesse di “resettarvi” completamente e tornare quelle che eravate prima della gravidanza in un paio di giorni (ma nemmeno di settimane).
Ammesso poi, ma questo è un inciso, che vogliate tornare quelle di prima…
Ma non divaghiamo: è passato poco tempo dal parto, avete il vostro pupo tra le braccia o in carrozzina, e il lavoro freelance , con le sue scadenze e impellenze, vi chiama: organizzarsi, lavorando da casa, è possibile, anzi obbligatorio se avete deciso di allattare il vostro bambino.
Paola Cenni, psicologa del lavoro, psicoterapeuta e docente all’Università di Bologna esperta sull’argomento, ha alcuni suggerimenti utili per far rendere al meglio la giornata di una mamma freelance che lavora da casa, con pupo al seguito. “Se il bambino è ancora troppo piccolo per andare al nido o all’asilo, è bene lavorare quando qualcun altro (il partner, una tata, una baby-sitter, i nonni) possono accudirlo”, spiega. All’inizio fatelo anche solo un paio d’ore al giorno, e badate che vi sembrerà già un grande successo riuscire a incastrare tra le poppate, le nanne, i cambi pannolini e i bagnetti qualche tempo per aprire il pc. “Mai confondere il momento di gioco o di cura del bambino con quello di lavoro perché diventa frustrante per tutti: per la mamma che non riesce a concentrarsi, e per il piccolo che non si sente considerato a dovere”. Dunque, meglio scegliere un paio d’ore intense di tante mezz’ore sparse per la giornata ma poco profittevoli.

mamme-freelance-da-casaSeconda regola: anche l’occhio vuole la sua parte, anche in un lavoro freelance. Mai mettersi al computer senza prima essersi vestite a dovere (pigiami e tute non appartengono alla categoria!). Questo semplice gesto, unito magari ad un veloce make up, vi farà sentire “più nella parte” e più concentrate.

Terza regola: disciplina (il mantra ricorrente per le mamme freelance). “Evitare le improvvisazioni e non confondere la libertà con l’assenza di regole – spiega la psicologa -. Fondamentale è stabilire spazi e tempi precisi per il lavoro e per la vita privata: spegnere sempre il cellulare privato ed evitare di rispondere a chiamate di amiche nelle ore che si decide di dedicare al lavoro. Evitare poi distrazioni improduttive, quali sfogliare riviste o navigare on line per puro divertimento e tenersi alla larga dalla tentazione di aprire il frigo a tutte le ore”.
Ho testato personalmente queste regole da circa tre anni, per me hanno funzionato. Unite a qualche altro personalissimo trucchetto sull’organizzazione del tempo che vi svelerò più avanti.
Voi che ne pensate?

Francesca Amè

 

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