Intervista a Ester Natale – Associazione Shea

Intervista a Ester Natale – Associazione Shea

ester-natale(ASSOCIAZIONE SHEA – UN’OASI PER TE MAMMA)

Un paio di settimane fa, dopo esserci rincorse per qualche tempo a causa degli impegni di Mamma di una e dell’altra, sono riuscita a fare una chiacchierata telefonica con Ester Natale di Associazione Shea – un’oasi per Te Mamma, e ho scoperto questo progetto ambizioso e molto bello, guidato con ostinazione e tenacia proprio da Ester, malgrado le molteplici difficoltà burocratiche incontrate sul territorio.
Quello che mi ha colpito di più è che la struttura che ha in mente Ester potrebbe essere uno spazio a disposizione delle Mamme della zona (Caserta), uno spazio multifunzionale, reale, accogliente e familiare, dove le mamme possono incontrarsi, confrontarsi, scambiarsi informazioni e consigli, pensato e arredato da una mamma per altre sue “colleghe”, che però fatica a partire.
 Associazione Shea è un centro di aggregazione per la maternità, che si colloca in quel periodo di transizione che ogni donna vive durante il passaggio donna / mamma.

L’ idea nasce nei pensieri di Ester (mamma di 2 bimbi) nel 2007 e da allora continua a battersi per questo sogno, malgrado le grandi difficoltà di realizzazione.
M&L- Ester, ci vuoi raccontare cosa è successo nel 2007 quando hai iniziato a “costruire” mentalmente il progetto SHEA? Com’è nata l’idea?

In realtà tutto è nato nel 2006, il mio primo bambino aveva due anni. Abitavo ancora a Caserta, dove mi ero trasferita nel 2003, appena sposata. Non facevo molta vita sociale, sia perché mio marito rientrava tardi, sia perché Caserta non era una città a “portata di mamma”.
Molte delle mie giornate le trascorrevo a casa, assorbita completamente dal mio piccolino. Il poco tempo a disposizione lo passavo davanti al computer cercando uno spazio di condivisione virtuale con altre mamme. Non nego di aver attraversato in quegli anni una brutta parentesi di “solitudine”, fortunatamente durata solo qualche mese. Avrei avuto tanto bisogno di amicizie in grado di supportarmi, ma anche amiche che potessero capire e aiutarmi in questa trasformazione da ragazza ventiseienne, figlia di famiglia, in una donna, moglie e madre.
Mi sentivo sola. Nonostante avessi intorno tanta “gente”. Nessuno però riusciva a capire quel mio stare apparentemente bene. Tutti sapevano che sarei stata una brava mamma, ma nessuno si domandava se io mi sentivo tale. Non riuscendo a comunicare con nessuno, mi accorsi che nei Forum si poteva conversare; fare amicizie virtuali (molte delle quali sono diventare reali), confrontarsi, apprendere tante cose ….
Dopo qualche tempo iniziai a domandarmi a come sarebbe stato bello se i Forum potevano diventare una realtà territoriale. Uno spazio reale, creato e organizzato per tutte le mamme. Leggevo che in altre parti d’Italia esistevano delle realtà create proprio per supportare le mamme, durante quel passaggio critico da donna a mamma.
Strutture non mediche, ma “spazi” ben arredati, frequentati da altre mamme con bambini, dove organizzare tante attività. Passare dei momenti con altre “colleghe”, confrontarsi con loro, divertirsi, ecc.
Iniziai a pensare, studiare, e a prendere appunti.

M&L – Quando hai iniziato a muoverti per trovare uno spazio adatto che riflettesse quello che avevi in mente? Perché il nome Associazione Shea?

Due anni per studiare. Capire ancora di più cosa intendevo realizzare, e come strutturare il progetto. Tanti fogli, con idee, spunti, numeri di telefono. Era arrivato ormai il momento di mettere il primo mattone.
Tante le preoccupazioni. Decidere di “scendere in campo” e rimettersi in discussione a 32 anni , dopo aver scelto di fare la “casalinga”, è stato difficile. Ma sentivo dentro una pulsione tale, che non mi ha demotivato. Il primo passo era capire come volevo costituirmi : “impresa” o “associazione”? Il progetto è molto innovativo, almeno in Campania; il capitale che potevo investire non era tanto, per cui preferii un’associazione no profit.
Gli obiettivi erano molto chiari. Intendevo realizzare quello spazio che, io, non ho trovato durante il mio percorso della maternità. Un luogo fatato, dove le mamme avrebbero potuto vivere con serenità la fantastica esperienza, che inizia con la gravidanza, ma prosegue per molto altro tempo.
Leggendo un libro di fiabe ai miei bambini (nel frattempo avevo avuto un’altra bimba), il palazzo dove abitavano le fate, si chiamava Shea! Era quel palazzo fatato!!!!

M&L – Come mai ad oggi Shea non può ancora operare sul territorio locale in maniera ufficiale?

Sono riuscita con il mio capitale a esercitare per un anno. La sede era in un bellissimo appartamento, arredato di tutto punto, con tante cose utili alle mamme (fasciatoii, angolo pappa, lettini, giochi ecc, libreria, ecc), ma purtroppo la risposta delle mamme era lenta, considerando che i servizi che proponevo erano molto “innovativi”, ma “normali” in altre realtà tipo Milano.
Era vero che le mamme avevano l’esigenza di un luogo pensato per loro. Ma affinché comprendessero i servizi e le attività organizzate presso Shea, non bastava la classica locandina ma una serrata attività di promozione; infatti alcuni giorni a settimana li passavo all’interno di studi pediatrici, sanitari, negozi di abbigliamento premaman, per spiegare alle mamme quello che avrebbero trovato da Shea.
La risposta c’è stata, solo che i contributi derivanti dalle attività organizzate e le quote associative versate dalle mamme non bastavano per mantenere la sede, continuare la programmazione delle attività e soprattutto investire nella promozione.

M’informai se era possibile chiedere una sede comunale, all’Ente. Lasciato l’appartamento, presentai richiesta ufficiale per una sede individuata e mai usata dall’Ente, corredata da una raccolta firme da parte di donne-mamme che sostengono il progetto, ma ad oggi stiamo ancora aspettando, nonostante mi dicano che presto mi sarà assegnata. Ho avuto offerte da Comuni limitrofi, ma cambiare oggi comporterebbe delle spese nuove.
Altra cosa che mi lascia basita è questa. Esiste un Albo Regionale, dove iscriversi per ottenere un riconoscimento ufficiale dalla Regione. A Shea è stata respinta l’iscrizione, per questa motivazione ufficiale: “Mancanza del requisito relativo allo svolgimento di servizi nelle aeree d’intervento indicate”. Effettivamente tra le aree d’intervento indicate, non vi era nessuna nella quale far rientrare Shea.
Mi domando allora: Che differenza c’è tra le mamme della Lombardia che hanno l’opportunità di scegliere tra 48 “realtà” mentre quelle della Campania 3, difficilmente riconosciute? Per ottenere l’iscrizione, ho capito che, dovrei modificare lo statuto. Ma non intendo trasformarmi in una “palestra” per poi organizzare incontri per le mamme! Ho presentato nuovamente la richiesta, chiedendo di essere inserita tra “ le attività sperimentali”; Sto aspettando risposta.

M&L – Nel frattempo Ester ha fatto nascere il Blog di Shea….. parlacene un po’…

E vero! Un grazie di vero cuore va a Cristina, mamma blogger e scrittrice, incontrata a Roma all’evento organizzato per tutte le Mamme blogger. Decisi di partecipare, pur non essendo di Roma, per la mia voglia di “sapere”. Quando ci fu la possibilità di parlare decisi di farlo e di raccontare la mia esperienza. Quando oggi parliamo di quell’incontro, Cristina mi dice che fu molto colpita dalle mie parole e dal mio carisma, tant’è che si propose per crearmi un Blog.
Un’altra sfida d’affrontare. Prima di allora non sapevo nulla, nemmeno la differenza tra un Blog e un Sito. Era un’opportunità unica e non potevo farmela scappare.
Mi rimetto a studiare.
Oggi esiste Shea, il Blog. Uno spazio di condivisione virtuale, aperto a tutti. Diviso in due sezioni, una che si occupa di tutte attività organizzate sul territorio (oggi sospese) e l’altra più dinamica, aperta a tutti.

Tante le rubriche pensate per le mamme. “Ricettando con Shea”, per scambiare ricette, “Mammacre@ttiva”, una vetrina dove poter esporre il frutto originato da un hobby; “Il mercatino online”, per scambiare o vendere oggetti inutilizzati; Inoltre è attivo una sezione “Consulenze” dove vari professionisti mettono a disposizione di chi lo desidera il loro sapere. E tanto altro.
Non pensavo in realtà di ottenere un successo tale. Sicuramente non mi gongolo, perché sono solo agli inizi e il totale va fatto dopo qualche tempo, ma in quasi tre mesi ho ricevuto 3600 visite. Credo non sia male come riscontro!

M&L – Ester, se dovessi fare una stima, quando pensi di poter partire realmente con il progetto dell’Associazione e quali sono i tasselli mancanti che permetterebbero di accorciare i tempi?

In cuor mio spero quanto prima. Anche se le risposte che ho dall’Ente porterebbero a pensare a una data a breve, ho imparato a non credere a tutto; spero prima dell’estate.
Accorciare i tempi? … Beh se sapessi come, mi sarei già adoperata. Credo che parlarne tramite siti, carta stampata e Tv possa dare una visibilità al progetto e stimolare il Comune, la Regione, ad adoperarsi più velocemente affinché, anche sul territorio campano possano nascere strutture in grado di aiutare le donne; Che sono il fulcro della famiglia e della società di oggi.

Grazie, Patrizia.

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