Nella comunicazione l’importante è comunicare realmente

Nella comunicazione l’importante è comunicare realmente

B. Piacenza:
“La coerenza!”
E non aver paura di sbagliare, o meglio, dare per scontato che tanto si sbaglia comunque, è inevitabile”.

BARBARA PIACENZA : “Credo che rispetto ad alcuni insegnamenti o regole o veti, non sia sempre necessario spiegare il perché. Quando arriva il momento di un NO serio è importante introdurre anche l’aspetto gerarchico dell’educazione .
Nell’ordine del possibile è giusto dare delle spiegazioni ma i genitori devono anche assumersi il ruolo del capo, è anche questo un insegnamento che siamo tenuti a dare:
E’ importante imparare a rispettare le gerarchie perché crescendo si dovranno confrontare con la disciplina. Quindi: “no perché è no e perché l’ho detto io!”
Questo è ancor più importante specialmente per quanto riguarda l’età adolescenziale, quando i genitori si ritrovano davanti a richieste di spiegazioni di ogni tipo: ti mettono alla prova e mettere alla prova l’autorità significa anche mettere alla prova anche quanto sei forte, quanto in caso di pericolo o difficoltà saprai essere sostegno e riferimento . E i genitori devono saper dimostrare di essere sostegno e riferimento.
Ognuno dei genitori deve giocare il proprio ruolo, posto che si possono anche, all’occorrenza, invertire, ma è importante vi sia la parte normativa e di confronto con il mondo ( paterna ) e quella accogliente e comprensiva ( materna ), senza con questo identificare il materno sempre e comunque con la madre e il paterno con il padre ”.

Riflessioni personali

Una riflessione personale proprio su questo punto che oggi mi vede particolarmente coinvolta.
In gravidanza ho avuto tempo di leggere molto e qualcosa anche sull’educazione, oltre a seguire spesso SOS tata …. 🙂 !
Mi dicevo che erano consigli e approcci piuttosto banali, che rispecchiavano comunque l’educazione che io stessa ho ricevuto e che pertanto sarebbe stato piuttosto facile educare in modo fermo e severo una volta che la “ nanerottola ” fosse arrivata.
Beh.. con sincerità vi posso dire che ho capito piuttosto in fretta che la mia sicurezza era mal riposta.
All’inizio sono partita alla grande, con fermezza e una giusta dose di rigidità: “questo non lo faccio, qui si fa così, un domani faremo cosà. Qualcosa ha funzionato (tutto sommato non parlava e non si muoveva) imporre alcune regole è stato facile ma ora è già cominciata l’anarchia. 14 mesi ed è davvero difficile farle rispettare i NO
Sono arrivata a pensare che una mamma a tempo pieno come me ( consapevole del fatto che me la sto raccontando da sola ), finisca con l’essere meno risoluta di una che lavora. Per quanto mi piaccia fare la mamma e dedicarmi a B, è anche vero che il servizio 24/24 che facciamo per i nostri figli, ci porta ad una stanchezza maggiore, forse più psicologica che fisica … no,no anche fisica pensandoci bene, e si finisce per concedere e soprattutto cedere molto più facilmente alle richieste.
E’ difficile rimanere coerenti davanti ai piagnistei e capricci vari, specialmente se spalmati su 18 ore continuative di attività. Quindi si cede ahimè o meglio… io cedo
E loro, i “nanerottoli”, misurandoci e sfidandoci, ci mettono alla prova.
Ma credo anche che siano esserini molto intelligenti oltre che sensibili e che alla fine, almeno per alcuni anni ancora (lo spero ma non ne sono convinta) sappiano esattamente dove non possono e non devono sconfinare. Oltre al fatto che non hanno ancora una memoria a lungo termine e questo mi da un pochino di vantaggio anche se ancora per poco, nella speranza che si dimentichi di quando cedo per sfinimento.

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